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giovedì 14 luglio 2011


Der Erlkönig

Wer reitet so spät durch Nacht und Wind?
Es ist der Vater mit seinem Kind;
Er hat den Knaben wohl in dem Arm,
Er faßt ihn sicher, er hält ihn warm.

"Mein Sohn, was birgst du so bang dein Gesicht?"
"Siehst, Vater, du den Erlkönig nicht?
Den Erlenkönig mit Kron und Schweif?"
"Mein Sohn, es ist ein Nebelstreif."

Du liebes Kind, komm, geh mit mir!
Gar schöne Spiele spiel ich mit dir;
Manch bunte Blumen sind an dem Strand,
Meine Mutter hat manch gülden Gewand.

"Mein Vater, mein Vater, und hörest du nicht,
Was Erlenkönig mir leise verspricht?"
"Sei ruhig, bleibe ruhig, mein Kind:
In dürren Blättern säuselt der Wind."

Willst, feiner Knabe, du mit mir gehn?
Meine Töchter sollen dich warten schön;
Meine Töchter führen den nächtlichen Reihn
Und wiegen und tanzen und singen dich ein.

"Mein Vater, mein Vater, und siehst du nicht dort
Erlkönigs Töchter am düstern Ort?"
"Mein Sohn, mein Sohn, ich seh es genau:
Es scheinen die alten Weiden so grau."

Ich liebe dich, mich reizt deine schöne Gestalt;
Und bist du nicht willig, so brauch ich Gewalt.
"Mein Vater, mein Vater, jetzt faßt er mich an!
Erlkönig hat mir ein Leids getan!"

Dem Vater grauset's, er reitet geschwind,
Er hält in Armen das ächzende Kind,
Erreicht den Hof mit Müh' und Not:
In seinen Armen das Kind war tot.


Traduzione: "Il Re degli Elfi" (o anche Il Re degli Ontani)

Chi cavalca così tardi per la notte e il vento?
È il padre con il suo figlioletto;
se l'è stretto forte in braccio,
lo regge sicuro, lo tiene al caldo.

"Figlio, perché hai paura e il volto ti celi?"
"Non vedi, padre, il re degli Elfi?
Il re degli Elfi con la corona e lo strascico?"
"Figlio, è una lingua di nebbia, nient'altro."

"Caro bambino, su, vieni con me!
Vedrai i bei giochi che farò con te;
tanti fiori ha la riva, di vari colori,
mia madre ha tante vesti d'oro".

"Padre mio, padre mio, la promessa non senti,
che mi sussurra il re degli Elfi?"
"Stai buono, stai buono, è il vento, bambino mio,
tra le foglie secche, con il suo fruscio."

"Bel fanciullo, vuoi venire con me?
Le mie figlie avranno cura di te.
Le mie figlie di notte guidano la danza
ti cullano, ballano, ti cantano la ninna-nanna".

"Padre mio, padre mio, in quel luogo tetro non vedi
laggiù le figlie del re degli Elfi?"
"Figlio mio, figlio mio, ogni cosa distinguo;
i vecchi salci hanno un chiarore grigiastro."

"Ti amo, mi attrae la tua bella persona,
e se tu non vuoi, ricorro alla forza".
"Padre mio, padre mio, mi afferra in questo istante!
Il re degli Elfi mi ha fatto del male!"

Preso da orrore il padre veloce cavalca,
il bimbo che geme stringe fra le sue braccia,
raggiunge il palazzo con stento e con sforzo,
nelle sue braccia il bambino era morto.

giovedì 18 novembre 2010

Olivier Messiean:

«Le vetrate delle cattedrali sono una delle creazioni più straordinarie dell'uomo. Si è sopraffatti. E credo che questo sia l'inizio del Paradiso, poichè nel paradiso siamo sopraffatti. Non capiremo Dio, ma cominceremo ad intravederlo [...] La musica vera, la musica meravigliosa puoi ascoltarla senza capirla: non devi aver studiato armonia o orchestrazione. Devi sentirla dento. E qui, pure, si è sopraffatti dallo choc del suono».

martedì 21 aprile 2009

Helicopter Quartet - Karlheinz Stockhausen

L’ “Helicopter Quartet” fu originariamente commissionato a Karlheinz Stockhausen dal Professor Hans Landesmann del Salzburger Festspiele nei primi mesi del 1991. Stockhausen inizialmente non era interessato a scrivere un quartetto d’archi, ma poi una notte, come racconta lo stesso autore: “Vidi l' immagine di elicotteri in volo che producevano una musica diffusa in una piazza piena di pubblico...; la mattina dopo ero già al telefono col capo del Quartetto Arditti, gli unici che potevano ascoltarmi senza darmi del pazzo”, e il brano nacque da questa visione onirica. La prima esecuzione, prevista al festival di Salisburgo del 1994, trovò molte difficoltà organizzative e saltò. “Helicopter String Quartet” venne eseguito l’anno seguente all' Holland Festival e replicato solo alcuni anni dopo a Salisburgo. La composizione dura 21 minuti, 37 secondi e 8 decimi ed è solo una parte dell’opera “Das Licht” (La luce) che dura 29 ore e non è mai stata eseguita mai eseguita per intero.
I quattro strumentisti sono divisi, ognuno a bordo di un elicottero. Su ogni elicottero assieme allo strumentista c’è un operatore video e un tecnico del suono. Il suono viene catturato da tre microfoni per ogni musicista: uno posizionato sullo strumento, uno accostato alla bocca e l’ultimo sotto le pale dell’elicottero in modo che il suono degli strumenti si fonda al rumore delle pale. Il brano inizia quando gli elicotteri decollano. A terra nell’auditorium i quattro segnali audio-video vengono miscelati e diffusi al pubblico in sala.
Domenica 18 gennaio 2009 i musicisti del Quartetto Arditti hanno dato vita a Roma alla prima esecuzione italiana del famoso “Helicopter String Quartet”. Di seguito ho riunito vari materiali video trovati in rete, tra cui l’intervista fatta al maestro Arditti da Piergiorgio Odifreddi in occasione dell’esecuzione romana. 

Al seguante link è poi possibile trovare informazioni dettagliate sul composizione: http://www.stockhausen.org/helicopter_intro.html









sabato 21 febbraio 2009

Educazione alla creatività

Credo che questo video dovrebbe essere visto da tutti coloro che si occupano di scuola ed insegnamento:
dal Ministro alla pubblica istruzione fino all'ultimo insegnate precario....



venerdì 16 gennaio 2009

Sfondi e sottofondi

Immaginiamo di entrare in un negozio di alimentari; come reagireste se il commesso vi forzasse a mangiare il suo miglior insaccato, ma in quel momento non avete fame, e soprattutto non vi piacciono gli insaccati. Mangiare qualcosa contro voglia è sicuramente una esperienza sgradevole, che può anche sconfinare nella violenza.
Abbiamo la stessa reazione quando, entrando in libreria o all’Ikea, ci costringono ad ascoltare una musica “di sottofondo”, che non ci va di ascoltare in quel momento o proprio non è di nostro gusto?
Nella società odierna la bulimia musicale non sembra avere confini. Ovunque e in qualsiasi momento si ascolta musica. Non so quanto tutto questo sia un bene… 

venerdì 9 gennaio 2009

Suoni e rumori

Cosa differenzia un rumore da un suono? 
La risposta può sembrare ovvia, ma non lo è.

Come inizio consiglio la lettura dell’articolo di Sergio Lanza Riflessioni di un compositore sul rumore.
Credo che la definizione più corretta di rumore non sia da ricercare nelle definizioni acustiche o estetiche, ma nella psicoacustica secondo la quale il concetto di rumore è legato ad un qualsiasi evento sonoro che interviene ad alterare una comunicazione.

martedì 6 gennaio 2009

Musica celeste

Jupiter sounds (so strange!) NASA-Voyager recording 1990



Ligeti : Atmosphères 1961

lunedì 29 dicembre 2008

Buon Natale Allevi!

Era ora che qualcuno dicesse quelle che tanti come me pensano... 
Grazie Maestro Uto Ughi!


"La Stampa 24-12-2008"


«Presuntuoso e mai originale»
SANDRO CAPPELLETTO
Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo». Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato - «fino alla fine, incredulo» - dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze». 

Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole? «Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è "anche" un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro». 

Come definire la sua musica? «Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non è Zucchero e Zucchero non è Beethoven. Ma Zucchero ha una personalità molto più riconoscibile di quella di Allevi». 

C’è più dolore che rabbia nelle sue parole. «Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Tutto torna: è anche la modestia artistica e culturale di chi dirige alcuni dei nostri teatri d’opera, delle nostre associazioni musicali e di spettacolo a consentire lo spaventoso taglio alla cultura contenuto negli ultimi provvedimenti del governo. Interlocutori deboli rendono possibile ogni scempio, hanno armi spuntate per fronteggiarlo».

Che opinione ha di Allevi come esecutore? «In altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio». 

Lui si ritiene un erede e un profondo innovatore della tradizione classica. «Non ha alcun grado di parentela con la musica che chiamiamo classica, né con la vecchia né con la nuova. Questo è un equivoco intollerabile. E perfino nel suo campo, ci sono pianisti, cantanti, strumentisti, compositori assai più rilevanti di lui». 

Però è un fenomeno mediatico e commerciale assai rilevante. «Si tratta di un’esaltazione collettiva e parossistica dietro alla quale agisce evidentemente un forte investimento di marketing. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Anche Andrea Bocelli ha un grande successo, ma non è mai presuntuoso quando parla di sé. Da musicista, conosce i propri limiti». 

Allevi è giovane. Non vuole offrirgli qualche consiglio? «Rifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non è neppure il vero responsabile di quello che dice».

C’è un aspetto quasi messianico in alcune sue affermazioni, in questa autoinvestitura riguardo al proprio ruolo per il futuro della musica. «Lui si ritiene un profeta della nuova musica, parla come davvero lo fosse. Nuova? Ma per piacere!».

Ma come interpretare questo suo oscuro annuncio: «La mia musica avrà sulla musica classica lo stesso impatto che l'Islam sta avendo sulla civiltà occidentale?» «Evidentemente pensa che vinceranno Allevi e l’Islam. Vi prego, nessuno beva queste sciocchezze».