domenica 15 novembre 2009

Missa Eclectica


Domenica 22 novembre ore 21
Chiesa di S.Salvatore - Bologna
Coro da camera Eclectica
dir. Cristian Gentilini e Michele Napolitano

domenica 1 novembre 2009

Concerto conclusivo - Laboratorio permanente per direttori di coro


domenica 1 novembre 2009
Chiesa di Santa Maria del Monte
Via Corte d'Appello, 50 - Cagliari (CA)

allievi
Adriana Monteverde, Andrea Desogus, Annalisa Melis, Ciro Cau, Cristiano Deriu, Daniele D'Elia, Franca Devinu, Francesca Garau, Giovanna Demurtas, Luca Floris, Luca Sirigu, Marco Lera, Maria Cinzia Sechi, Maria Giulia Fadda, Maria Paola Nonne, Maurizio Guernieri, Michela Murru, Michele Turnu, Paolo di Paola, Paolo Sanna, Riccardo Marongiu, Stefano Cui, Tania Esposito, Valerio Scarpa.

dirigono brani di

Anerio, Arbeau, Arcadelt, Bartok, Bettineli, Biebl, Bruckner, Byrd, Camoletto, Di Lasso, Donato, Dowland, Gentilni, Haendel, Hindemith, Ingegneri, Koutev, Mendelssohn, Messiaen, Monteverdi, Morley, Palestrina, Perosi, Perti, Scattolin, Soto, Vacchi, Zelenka.

martedì 20 ottobre 2009

T.Tallis - Spem in alium - Analisi PARTE I

Spem in alium è il titolo del famoso mottetto a 40 parti scritto da Thomas Tallis [c.1505 ‐ 1585], organista e compositore alla corte inglese durante gli sconvolgimenti religiosi e politici della rivolta protestante. Il testo di questo responsorio del Mattutino è una parafrasi tratta dal nono capitolo del “Libro di Giuditta” contenuto nell’antico Breviario Sarum, predecessore del rito Tridentino. In questo episodio si narra la vicenda dei figli di Israele trucidati per mano del generale assiro Oloferne, sotto il regno di Nabucodonosor. Le parole descrivono l’eroina Giuditta mentre prega Dio per ricevere la forza di uccidere il suo nemico. Nella preghiera, essa riconosce umilmente il potere di Dio sulla debolezza dell’uomo e lo loda come il creatore ultimo.

Spem in alium numquam habui praeter in te Deus Israel
qui irascéris et propitius eris
et omnia peccata hominum in tribulatione dimittis.
Domine Deus Creator coeli et terrae respice humilitatem nostram.

Non ho altra speranza che in te, Signore Dio di Israele,
che castighi e usi misericordia
e perdoni i peccati del popolo che soffre.
Signore Dio, Creatore del cielo e della terra, guarda la nostra umiliazione.
(Cfr. Gdt 6, 19 )

La datazione di questa composizione non è certa. In un articolo pubblicato nel 1970 Paul Doe sostiene che il brano sarebbe stato scritto nel 1573 per il 40esimo compleanno di Regina Elisabetta.
Il musicologo Denis Stevens in un suo articolo per la rivista Early Music (1982) retrodata la prima esecuzione di quelche anno nel 1571. Egli basa la sua tesi sul ritrovamento avvenuto nel 1850, nella biblioteca di Cambridge, di un libro con una nota scritta nel 1611 (quindi circa 40 anni dopo la prime esecuzione ipotizzata) da Wateridge Thomas, uno studente di legge, che riporta le parole di Ellis Swayne che assistette personalmente all’secuzione della versione con testo inglese del motetto, avvenuta nel 1610 per la cerimonia di inversitura del Henry a principe di Galles. Waterdige scrive: “In Queene Elizabeths time there was a songe sent into England of 30 parts (whence the Italians obteyned the name to be called the Apices of the world) which beeinge songe mad[e] a heavenly Harmony. The Duke of ______ bearing a great love to Musicke asked whether none of our English men could sett as good a songe, & Tallice beinge very skillfull was felt to try whether he would undertake the Matter, which he did and mad[e] one of 40 p[ar]ts which was songe in the longe gallery at Arundell house which so farre surpassed the other th[a]t the Duke hearinge of the songe tooke his chayne of gold from of his necke & putt yt about Tallice his necke & gave yt him”.
“Ai tempi della Regina Elisabetta arrivò in Inghilterra un brano in 30 parti che creava una armonia paradisiaca (per cui gli italiani avevano ottenuto la più alta considerazione nel mondo). Il Duca di ___ si era appassionato a questa musica e chiese se qualcuno dei nostri inglesi fosse in grado di scrivere un pezzo altrettanto bello. E Tallis, essendo molto esperto, fu ritenuto in grado di realizzare questo compito e ne fece uno in 40 parti che venne eseguito nella grande galleria di Arundel house e che superò di molto l’altro, al punto che il Duca, ascoltandola, si tolse la propria catena d’oro e la pose al collo di Tallis, donandola a lui.” Secondo Stevens questa “leggendaria” composizione a 30 parti (considerando il numero 30 come un errore) potrebbe essere il mottetto Ecce beatam lucem a 40 voci di Alessandro Striggio senior (1535-1592). Più recenti studi indicano che potrebbe trattarsi della Missa sopra Ecco sì beato giorno a 40 voci messa (con un’espansione a 60 voci nell’ Agnus Dei) composta a Firenze nel 1561 sempre dallo Striggio. Ad avvalorare l’ipotei di Stevens, c’è il fatto che l’attività diplomatica del compositore italiano a nome del duca Cosimo de’ Medici, nel 1566 lo aveva condotto da Firenze a Vienna passando Mantova, Monaco di Baviera, Wittelsbach e Brno, e poi da aprile 1567 alla corte Valois a Parigi passando per Innsbruck e Augusta infine a Londra. Durante questo lungo viaggio è certo che Striggio fece eseguire la sua sua Messa almeno due volte: una volta durante la liturgia di incoronazione del duca Alberto V (1550-1579) a Monaco di Baviera, e una privatamente dopo cena per il Re Carlo IX di Svezia in un castello alle porte di Parigi. Giunto a Londra è quindi verosimile che fece eseguire la sua musica. L’anonimo duca chiamato in causa nella lettera di Wateridge, viene identificato presumibilemente in Thomas Howard duca di Norfolk. Nell’ ottobre 1569 egli fù imprigionato, a causa della sua partecipazione al complotto Ridolfi per assassinare la regina Elisabetta. Scarcerato nell’agosto del 1570 venne di nuovo arrestato nel settembre 1571 ed infine giustiziato nel giugno del 1572. Questo fa credere che una possibile datazione della prima esecuzione di Spem in alium possa essere avvenuta durante questi tredici mesi di libertà del duca, presso la Galleria Long di Arundel House a Londra, come scritto nel documento di Waterdige. Arundel House era la casa londinese di Henry FitzAlan, il XIX°conte di Arundel, padre di Thomas Howard. FitzAlan si ritiene sia stato uno dei massimi leader dei cattolici inglesi. Dal 1566 ad aprile 1567 fu sicuramente in visita diplomatica in Italia, ed è molto plausibile che in questo periodo possa aver incontrato Striggio ed averlo quindi invitato a Londra. FitzAlan possedeva la più grande istituzione musicale al di fuori della corte, e nel 1556 aveva acquistato da Maria I Tudor il leggendario Nonsuch Palace, l’edificio rinascimentale più grande d’ Inghilterra, come sua residenza di campagna. Una copia del catalogo della biblioteca del Noncuch Palace redatto nel 1596, riporta la presenza di “a songe of fortie partes, made by Mr. Tallis”. La presenza in questo maestoso edificio di una sala per banchetti a pianta ottagonale con quattro balconi al primo piano, può far credere che Tallis abbia concepito il suo grande motettto per questo spazio architettonico, rivelando una concezione spaziale del suono che solo molti secoli dopo venne inserita, grazie all’ausilio dell’elettronica, a pieno titolo come parametro compositivo. Questa tesi giustificherebbe in qualche modo anche il perché Tallis abbia proprio scelto questo testo. Si può infatti immaginare che egli, sensibile all’instabilità politica e religiosa dei tempi, abbia voluto fare una riflessione sulla condizione umana.
Un’altra ipotesi sulla datazione di Spem in alium è quella sostenuta dal direttore e musicologo americano George Steel. Egli suggerisce che il mottetto sia stato scritto quasi venti anni prima, rispetto alle teorie precedenti, durante il regno della regina cattolica Maria I Tudor [1553-1558], basando la sua ipotesi sulla tesi di laurea di Daniel Page Uniform and Catholic: Church Music in the Reign of Mary Tudor (1553–1558). Quando John Dudley, il protestante duca di Northumberland persuase il moribondo Edoardo VI a designare come successore al trono la propria figlia sedicenne Lady Jane Grey, la diretta discendente del Re, Maria, appoggiata dai sostenitori cattolici rivendicò immediatamente il suo legittimo diritto al trono e dopo solo nove giorni di regno la neo Regina Lady Jane fu detronizzata ed il cospiratore duca Northumberland decapitato. Questa vicenda accrebbe il consenso di Maria I Tudor (Bloody Mary) nel mondo cattolico che vide in lei, la reincarnazione della biblica eroina Giuditta. Questo fatto spiegherebbe la scelta di Tallis di musicare un testo tratto proprio dal libro di Giuditta. Ecco alcune altre considerazioni che avvalorano la tesi di Steel. In primo luogo, il libro di Giuditta è uno dei deutero-canonici della Bibbia, che sono, i libri scritti dopo il tempo di Esdra, o al di fuori di Israele, o in una lingua diversa da quella ebraica. Lutero, seguendo la teoria di un suo contemporaneo, l’ebreo levita Elias secondo il quale il canone della Bibbia ebraica è stato completato e chiuso dagli uomini della Grande Sinagoga presieduta da Esdra, respinse l’autenticità di questi libri della Bibbia. Con la salita al trono di Elisabetta I iniziò l’ascesa del puritanesimo, questo portò ad un progressivo abbandono della polifonia nella liturgia. Nel 1559 si arrivò all’abolizione della liturgia romana. Su queste premesse l’esecuzione di un grande mottetto polifonico basato su un testo ripudiato dalla riforma protestante, sia da considerarsi un fatto possibile, ma sicuramente eccezionale. Per questo motivo secondo Steel sarebbe più verosimile che Tallis scrisse Spem in alium prima del 1558.

lunedì 5 ottobre 2009

T. Tallis - Spem in alium (a 40 voci)

Nell'attesa della pubblicazione di un articolo dedicato al grande mottetto di Tallis, ho riunito in questo post le esecuzioni che si possono trovare in rete. (..dalle stelle alle stalle!)
Buon ascolto!


Utopia Triumphans The Great Polyphony of the Renaissance
Huelgas Ensemble - Paul Van Nevel (c) Sony Vivarte 66261





The king's singers





The Tallis Scholars conducted by Peter Philips.





D W Solomons (multitracking) and remixed by Steven Fraser.





WYC 2002





Taverner consort & choir/Andrew Parrott.





The Quire of Cheahs © 2009





The Choir of King's College





Chapelle Du Roi with Alistair Dixon
label: Brilliant Classico




domenica 4 ottobre 2009

POLICORALITÀ A BOLOGNA E IN EUROPA

11 ottobre 2009 ore 21
Chiesa di San Giacomo Maggiore - Bologna

Il Coro Euridice, il Coro da Camera Eclectica, il Gruppo Vocale “Heinrich Schütz”, il Coro da Camera del Collegium Musicum e il Coro Laboratorio del Conservatorio di Musica “G.B. Martini” di Bologna presentano:


POLICORALITÀ A BOLOGNA E IN EUROPA

Il progetto nasce come proposta didattica e di produzione musicale del corso di Direzione di Coro del Conservatorio di Musica di Bologna ed il supporto organizzativo del Coro Euridice.
Oltre alla realizzazione concertistica di composizioni di rara esecuzione e di raffinata fattura come il famoso mottetto Spem in alium nunquam habui di Thomas Tallis, a 40 parti vocali, si offre la possibilità di ascoltare alcuni importanti brani policorali della polifonia sacra dei secoli XVI e XVII, e in particolare musiche scritte per le solennità dei riti religiosi della Basilica di San Petronio.


Coro da Camera del Collegium Musicum
ANDREA ROTA (1553-1597)
1. Veni sponsa Christi
2. In voluntate tua
da Motectorum Liber Primus, 1588
David Winton, direttore

Gruppo Vocale “Heinrich Schütz”
HEINRICH SCHÜTZ (1585-1672)
1. Jauchzet dem Herren, alle Welt (Der 100 Psalm) SWV 493
2. Meine Seele erhebt den Herren (Deutsches Magnificat) SWV 494
da Der Schwanengesang (Opus ultimum)
Roberto Bonato, direttore
Enrico Volontieri, organo

Coro da Camera Eclectica
ORLANDO GIBBONS (1583-1625)
O clap your hands
Michele Napolitano e Cristian Gentilini, direttori

Coro Euridice
CAMILLO CORTELLINI (1561-1630)
1. Gloria
2. Credo
dalla Messa Sancti Caroli per due cori a 8 voci (1617, trascr. Patrizia Ferioli)
Pier Paolo Scattolin, direttore
Sergio Turra, organo

A Cori riuniti
THOMAS TALLIS (ca. 1505-1585)
Spem in alium nunquam habui
per 8 cori a 5 voci e basso seguente

giovedì 24 settembre 2009

Festival Amigos de la Guitarra de Valencia


lunedì 7 settembre 2009

Catedral de Santiago de Compotela, Concierto de inauguración de la temporada 2009/2010


La Real Filharmonía de Galicia inaugura su temporada de abono con un concierto gratuíto en la Catedral de Santiago. El público disfrutará de la música de Schubert y el gallego Pérez Gutiérrez en el marco incomparable de la Basílica Jacobea.
Maximino Zumalave, director

Anna Chierichetti, soprano
Anna Radziejewska, mezzosoprano
Marcus Brutscher, tenor
Enric Martínez Castignani, barítono

Coro da Camera di Bologna


Programma

M. Pérez Gutiérrez, Canto a Santiago
F. Schubert, Misa núm. 5 en La bemol mayor, D. 67



info
http://www.rfgalicia.org